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Lifestyle

UNA NUOVA ME. 20/5/2020

Maggio 30, 2020

Ore 6:30 dopo una nottata di sonno leggero e distrurbato, mi ha svegliato un’infermiera che è entrata in camera per misurami la febbre e la pressione.

Non mi sembrava vero di esser li, ho aspettato questo giorno con tanto desiderio ed ora che mancavano poche ore dall’intervento mi sembrava irraggiungibile.

Sono arrivata in clinica Ruesch ieri  alle 18:00, insieme a mia sorella Caterina, un sostegno prezioso in tutto questo percorso.



Abbiamo fatto subito il test sierologico per il corona virus è appena ricevute le risposte negative, mi hanno dato la camera per la notte  e aperta la cartella clinica.

Ho trascorso una delle sere più belle ed emozionanti della mia vita, quasi come la vigilia dei miei due parti (visto che ho avuto 2 tagli cesari) ma a differenza di quelle sere dove l’emozione si mescolava alla paura, durante la serata prima dell’intervento l’emozione si alterava All’ adrenalina regalandomi un sorriso meraviglioso stampato sul viso fino al mattino seguente.

 

La dottoressa Moio è arrivata in camera alle 8:30, precisa come un orologio svizzero, e con tutta la sua calma e sua bellezza mi ha subito trasmesso tranquillità.

Mi ha scattato delle foto per immortalare il mio seno prima dell’intervento ed è passata poi a disegnarmi tutto il torace con un pennarello rosso.

Subito dopo ho infilato il camice, la cuffietta e la mascherina e sono scesa in sala operatoria.

I ricordi della sala operatoria sono nitidi ma sono pochi perché dopo alcuni minuti da quando sono entrata sono sprofondata in un sonno profondo dovuto all’anestesia.

Il ricordo più bello bello però lo porto impresso nel mio cuore ed è quando la dottoressa Moio mi ha detto “Adesso ti metto una musica per farti addormentare” e coincidenza assurda è partita una delle mie canzoni preferite.

“Indifferentemente” dei No lounge un gruppo musicale che amo tantissimo e che ho ascoltato ogni singolo giorno della quarantena.

Io credo tanto al destino, più volte si presentato davanti, e anche in quell’occasione era lì per dirmi che stavo facendo la cosa giusta e che non ero da sola.

Ho avuto un intervento di mastopessi additiva con incisione periareolare con protesi Motiva 340cc ergonomica.

Mi sono svegliata con una sensazione di freddo assurda e subito le infermiere si sono prese cura di me coprendomi e riscaldandomi.

Ovviamemte non era freddo ma una sensazione interna dovuta all’anestesia che è scemata poco dopo essere risalita in camera.

Ad aspettarmi in camera c’era mia sorella Caterina, che è rimasta lì per tutto il tempo dell’intervento, tranquillizzando i miei genitori e Antonio che chiamavano per sapere informazioni.

Caterina è stata il mio angelo custode, mi ha aiutata moltissimo, sia prima dell’intervento ascoltandomi e supportandomi in fase decisionale, sia nelle ore successive all’intervento. Ma ancora oggi il suo aiuto è fondamentale, poiché mi aiuta a stendere e spalmare le creme per far cicatrizzare il tutto.

Questo per dirvi che se vorreste in futuro sottoporvi a questo intervento dovete sapere che c’è bisogno di una mano, soprattutto se avete bimbi.

Ho preso questa decisione perché ho avuto un bellissimo seno fin da ragazzina, una terza abbondante, soda e sostenuta che poi è diventata una bella quarta con le gravidanze e l’allattamento.

Ho allattato in totale per tre anni, tra Raffaele e Riccardo, ed inevitabilmente il mio seno ha risentito del cambiamento, ritrovandomi cosi una seconda scarsa, ma credetemi non era affatto quello il problema che mi ha creato un disagio.

È stato il cambiamento del tono, e della pelle in eccesso, il fatto di avere un seno svuotato, che non mi faceva riconoscere nel mio corpo, che nonostante le gravidanze io ho sempre curato cercando di migliorarmi costantemente, complice la mia costanza nella danza e negli esercizi quotidiani.

Ho voluto riperfezionare una parte del mio corpo che ormai non mi faceva sentire più in pace con me stessa.

Ho lavorato sul mio seno, per avere la stessa taglia di prima, e con questo non voglio giustificarmi, ogni donna deve avere la libertà di scegliere e di intraprendere il percorso più adatto a lei, per stare bene con se stessa.

Questo non vuol dire non accettarsi.

Vuol dire anche accettare di affrontare un problema che non la fa stare bene.

Lavorare su qualcosa che proprio non ci piace del nostro corpo, che sia anche aumentare la taglia del seno, o semplicemente restituire il tono che si aveva prima di un grande cambiamento, come nel mio caso!

Insomma, quel che voglio dire è solo che, senza eccessi, tutte noi dobbiamo inseguire il percorso che ci fa stare meglio, senza sentirci giudicate al riguardo. E di ponderare bene ogni scelta, per far si che alla fine sia quella giusta.

Non hai avuto paura?

Mai!

Non c’è stato un attimo in cui abbia pensato di non farlo più.

L’ho desiderato fortemente ed è questo il motivo per cui ho avuto coraggio.

Se rifarei tutto nuovamente?

Assolutamente si… lo rifarei altre 10-100-1000 volte!

Ogni donna ha diritto di amarsi, se sta bene con se stessa perfetto e ben venga, se così non fosse ha la libertà di scegliere la strada più giusta per stessa ed inseguirla con tutte le sue forze.