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Lifestyle Moda

Il velo da sposa | Trova quello più adatto a te

30 Gennaio, 2020

Ogni sposa ha, per la scelta del velo, l’imbarazzo della scelta.

Accessorio da non sottovalutare, il velo va scelto in base allo stile dell’abito da sposa e deve anche essere adatto alla propria fisionomia.

La birdcage o veletta è senza dubbio il velo più corto in assoluto, la lunghezza, infatti, può variare dagli occhi al mento. Dal gusto retrò, è perfetta per un matrimonio in stile anni 20-30 o per un abito corto. Viene fermata sul capo con pettiniti o fermagli preziosi.

Il flayway o velo a triangolo è lungo poco più di 90 cm e ricade appena sotto le spalle. Questo velo è indicato per abiti vintage che strizzano l’occhio agli anni 50-60. Perfetto per una sposa briosa, sta bene alle donne minute e con capelli corti. Può essere composto da uno o due strati di tulle.

 

Shoulder o velo a scialle misura circa 115 cm e viene chiamato così proprio perché ha lo scopo di coprire le spalle. E’ indicato, quindi, per abiti scollati o anche per abiti a sirena o abiti in stile Walt Disney, in quanto la sua lunghezza intermedia non va ad intralciare il volume della gonna.

Il velo waist arriva all’altezza della vita, lungo circa 137 cm, può, anch’ esso, essere composto da due stati  di tulle. Adatto alle spose alta statura.

Elegante e sofisticato è il velo a metà strada tra la vita e le ginocchia, chiamato hips  o fingertips poiché arriva all’estremità delle dita. Formato da due strati, uno dei quali viene utilizzato per coprire il volto della sposa. E’ il velo più utilizzato in quanto molto versatile e quindi adattabile a diversi stili. Va preferito dalle spose formose o da quello con il busto corto poiché slancia la figura.

 

Il velo Knee, ossia velo al ginocchio, lungo circa 2 metri, è già da annoverare tra i veli lunghi. E’ indicato per abiti da sposa midi, per abiti, quindi, non convenzionali e che si discostano un po’ dalla tradizione. E’ un velo poco formale, molto diffuso nei paesi anglosassoni.

Il velo floor o velo da walzer, leggero ed elegante, è lungo circa 2.50 m e arriva all’altezza del pavimento. Viene chiamato da walzar per  l’incantevole effetto visivo che crea quando la sposa balla.



Chapel o velo cappella è il primo tra i veli con strascico. Nonostante i suoi 2.74 m non risulta scomodo o troppo di ostacolo ai movimenti della sposa. Data la sua semplicità, è particolarmente indicato per abiti minimal. Elegante e romantico. La sua caduta a cascata snellisce i lineamenti, è, quindi, indicato per le spose con viso paffuto.

Il cathedral o velo cattedrale misura quasi 4 m. Tanto affascinante quanto ingombrante, essenziale è, quindi, l’aiuto delle damigelle. Molto scenografico, richiede un portamento degno di nota.

 

Infine, il maestoso e aristocratico velo royal, la cui lunghezza varia dai 4.50 m in poi. E’ il velo delle Principesse Reali, indi per cui, è consono indossarlo solo se le circostanze lo permettono.

 

Catapultati nella Roma Antica..

La forma di matrimonio più antica e tipica del mondo latino, la confarreatio, diede origine all’uso del velo nella cerimonia.

Il flammeum, così veniva chiamato, testimoniava la purezza e l’onestà della sposa.

Ma, essendo il bianco  il colore della purezza, come mai il flammeum era rosso aranciato?

Il suo colore  è un chiaro richiamo al fuoco, il quale simboleggia la purificazione dagli influssi nefasti. La sposa, quindi, velava il capo per essere protetta dagli spiriti negativi provenienti dal mondo esterno e questo spiegherebbe anche il perché non si trattava di un velo piccolo, ma grande, in modo da poter avvolgere l’intera coppia.

Inoltre il fuoco è elemento maschile, in quanto in lui sono vi sono sostanziate le qualità di forza, di coraggio, di ardore, di vitalità. Nell’immaginario antico, poi, era diffusa l’idea che il fuoco possedesse poteri fecondanti. Si deduce, quindi, che il colore insolito del velo, fosse di buon augurio.

L’ utilizzo del velo è collegato alla figura della flaminica, la moglie del flamine (sacerdote preposto al culto di Giove), a cui non era lecito divorziare. La sacerdotessa era legata indissolubilmente alla sua funzione come la sposa si augurava di esserlo al suo sposo.

 

post a cura di Alisia Carlucci

@alis829